Poesie
Avrei voluto


 

 

Avrei voluto domandarti Palma,

tu eri mia cugina,

sapevi chi eri,

cosa pensavi della vita?

 

Avevamo i piedi uguali,

il tuo passo sempre corto.

Andavo avanti da sola

tu, mai mi raggiungevi.

 

Erano belli i nostri occhi,

neri i miei, i tuoi azzurri

come zingari correvamo,

nel nostro giardino,

oltre c‘era un cancello.

 

Tu sei rimasta li, Madame Bovary

e guardi ancora dal cancello

il mondo di fuori,

con i tuoi occhi azzurri e stanchi.

 

 
Trasformo


 

Era estate nel nostro giardino,

ma ho trasformato il respiro in neve,

per il suo candore mentre scende. 

Un quadro astratto sul muro,

diventato un'oasi di verde  

un ineluttabile, formidabile 

passaggio verso l’oriente.

 

 

 
Ci sono parole


 

Ci sono parole,

che si fermano sulle ciglia,

e per magia, trasformano

il solido in acqua.

Diventa consuetudine liquida,

non prende forma geometrica.

 

Le tue parole profumano di viola,

a volte suonano come l’arpa,

poi diventano come la spada,

quando hanno un colore,

sono parole d’amore.

 

 

 

 

 

 

 

 
Il mondo va..

 


 

Il mondo va avanti,

e voi tutti attaccati.

Basta fare i sudditi,

stare nelle piramidi!

Ribelliamoci ora,

la vita è ancora nostra!

Non possiamo essere uomini,

senza essere liberi.

 

Io non vi assomiglio,

e ho bisogno di voi,

batto le ali come una farfalla,

per fare rumore nella strada.

 

 

 
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